
di Leo Beneduci_ “Chiacchiere e distintivo”: quando chi arde in pubblico non sa ordire soluzioni per chi è in trincea. La recente e vivace affermazione del Sottosegretario al Capo dap ff “io ardo per questo Corpo qualcuno invece ordisce” richiama ironicamente la celebre frase del film “Gli Intoccabili” – di piano terra ndr- : “Chiacchiere e distintivo, ecco cosa siete”. Proprio come nel capolavoro cinematografico, anche nella Polizia penitenziaria assistiamo a un divario tra parole altisonanti del Sottosegretario e azioni concrete degli esperti del Corpo. Il Sottosegretario Delmastro, che “arde” di passione retorica per la Polizia Penitenziaria, inciampa nella comprensione del significato profondo dei termini che utilizza.
Lui arde per la Polizia Penitenziaria mentre io secondo le sue conclusioni ordirei chissà quali oscure trame nel buio della mia “stanzetta”; eppure il mio numero di telefono ce l’ha, il mio viso lo conosce, e negli istituti e a contatto con i colleghi di trincea – non solo con quelli al vertice – ci vado regolarmente.
“Ardere” non è soltanto ardore o ardimento (coraggio) ma soprattutto quando si insiste su modelli sbagliati, ci si riempie la bocca di slogan sigle acronimi e si nega la realtà, è anche bruciare e incenerire – proprio come le fiamme che hanno realmente arso nelle celle durante le rivolte, quando le carceri sono state devastate. “Ordire”, invece, proviene dal lessico della tessitura e significa costruire, dare stoffa, struttura – termine che in ambito giuridico assume particolare rilevanza proprio in relazione all’ordinamento, alla necessità di intelaiare soluzioni concrete per la Polizia Penitenziaria.
Mentre si brindava e innalzavano calici e grida irripetibili (che, ahinoi, qualcuno avrebbe persino registrato) per l‘istituzione di corpi speciali come GOM e GIO in cerimonie sfarzose, la trincea quotidiana delle carceri italiane vive una realtà drammaticamente diversa. Ad Ariano, Terni, Avellino, Alessandria, Bologna, Perugia Trento Prato e Firenze gli Agenti affrontano situazioni sempre più critiche, spesso abbandonati a se stessi durante le emergenze che si protraggono per ore.
Ma la domanda sorge spontanea: cosa è successo e succede ad Alba, Trento, Alessandria, Ariano Irpino? Il GIO, vantata invenzione del nostro Sottosegretario, dov’era? Chi l’ha visto? Gli stessi detenuti che creano caos e distruzione e che hanno compreso perfettamente e da bravi “professionisti” del disordine e dei trasferimenti porta-ordini ad hoc, la confusione che impera al Dap e a via Arenula, costringono il Personale a presentarsi in servizio nei giorni di riposo, aggravando una situazione già critica di carenza organica. E l’applicazione dell’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario, che permetterebbe un regime di sorveglianza particolare per i detenuti più esagitati, sembra essere dimenticata.
Non esiste un modo migliore per affrontare le emergenze del carcere oltre alla vanagloria inutile e al frazionamento in gruppetti della Polizia Penitenziaria? L‘OSAPP aveva proposto con lungimiranza la creazione di un GIS (Gruppo Intervento Sicurezza), una soluzione concreta per affrontare le emergenze direttamente dove si verificano, ma anche questa proposta è rimasta inascoltata tra un brindisi e l’altro.
Alla Festa del Corpo non è venuto nessuno di importante e il Presidente della Repubblica da remoto (oltre al Ministro in presenza ma non ai brindisi su cam…e *…) in occasione dell’Annuale del Corpo hanno parlato del sovraffollamento e non degli Agenti gloriosi, coraggiosi e ogni giorno in servizio a sprezzo del pericolo.
Queste cose al gruppo di potere del piano terra, che lui aziona e conforta, non gliele possiamo perdonare. Non possiamo perdonare che il Capo dell’Amministrazione da quasi 3 mesi non ci sia. La realtà è che, mentre alcuni confondono i verbi nelle loro dichiarazioni festose, chi lavora nella trincea penitenziaria continua a “ordire” soluzioni pratiche, tessendo giorno dopo giorno la fragile tela della sicurezza in condizioni sempre più difficili.
Ma al nostro bravo politico, che si dice che persino scelga le date dei giuramenti ai corsi e delle conseguenti feste (sic!) per esservi sempre presente, che volete che gliene importi dei fatti?
Saluti sempre più fraterni a tutti.
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP