
di Leo Beneduci_
Pomeriggio di domenica 16 febbraio mi chiamano al telefono i giornalisti (fortunatamente pochi) “Avete visto le comunicazioni di Renzi sull’uso dello spyware (Graphite?) per le intercettazioni da parte della Polizia Penitenziaria, che ne dite?”
“Non ne sappiamo niente – rispondo io – speriamo che non sia vero, ma qualora fosse non vengono certo a dirlo a me, intendo a Noi sindacati. Mai come in questo periodo il Dap è il ‘porto delle nebbie’; l’assenza di trasparenza e soprattutto di chiarezza e di progetti la fanno da padroni e quello che, di drammatico, accade negli istituti penitenziari (ad es. almeno 12 i suicidi nei primi 45 giorni del 2025) ne è la riprova..”.
I dialoghi telefonici della domenica si concludono così; peraltro, penso che se l’Amministrazione, ovvero il ‘gruppo di potere’ del piano terra del Dap, sta imponendo il silenzio (la riservatezza) al personale del Corpo sui fatti che, purtroppo, stanno accadendo in maniera crescente in carcere, pena forse possibili conseguenze di carattere disciplinare per i trasgressori, poi per le scelte sul personale nello stesso Dap funziona esattamente al contrario in ogni senso; a memoria, mai così male negli ultimi, non certo idilliaci, vent’anni (sic!).
Eppoi, penso ancora, se il capo di IV ha scritto certe cose qualcuno di interno, di sicuro ben informato, gliel’ha detto, per cui se la vedessero loro e chi di dovere per le eventuali risposte e per le indagini nel merito, ma a me, della vicenda, da questo punto di vista, interessa assai poco persino qualora io possa essere tra i possibili intercettati (dossierati) illegalmente.
Cerco, quindi, questa mattina traccia di ulteriori notizie sui giornali e, fortunatamente, non ne trovo. Meno male, perché il problema riguarda da tempo l’immagine pubblica della Polizia Penitenziaria già gravemente compromessa da metodi, iniziative e anche da dichiarazioni, a mio avviso, ‘dissennate’, tipo quelle sul togliere il respiro a detenuti nelle nuove macchine blindate e se i politici e gli amministratori prima o poi, come di regola, se ne andranno le donne e gli uomini in uniforme al servizio dello Stato nelle carceri restano, speriamo non ridotti in condizioni più che miserevoli ed al completo sbando organizzativo, come temo che accada.
Un abbraccio come mille abbracci.
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria